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  1. LA DISCIPLINA GIURIDICA DEL LETAME AGRICOLO E INDUSTRIALE

    LA DISCIPLINA GIURIDICA DEL LETAME AGRICOLO E INDUSTRIALE

    Videorelazione con supporto di diapositive a cura del Dott. Maurizio Santoloci



    La disciplina giuridica del letame agricolo ed industriale è, al pari delle regole sulla fertirrigazione, materia di dibattito. Molti ritengono che tutto il letame zootecnico sia sempre e comunque esente dalle regole di disciplina del D.Lgs n. 152/06 (parte quarta) perchè si tratterebbe di materiale in deroga totale rispetto alla normativa sui rifiuti. Altri confondono la disciplina giuridica del letame (sostanza palabile) con la disciplina della utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento (c.d. fertirrigazione, che riguarda invece sostanze liquide). Insomma, anche in questo caso decenni di interpretazioni inesatte e fuorvianti hanno creato una serie di prassi diffuse, basate spesso su principi senza alcun collegamento con il dato legislativo, che per molti sono ormai principi giuridici ufficiali. Altro grande equivoco viene generato dalla confusione tra letame agricolo riutilizzato in agricoltura e letame industriale, perchè molti ritengono che la disciplina sia identica e comunque sempre estranea alle regole sui rifiuti, fino ai livelli sanzionatori. In realtà la disciplina giuridica del letame agricolo ed industriale è articolata e si trova poi al confine con le regole sulla fertirrigazione, perchè le prassi di fatto mischiano nelle vasche aziendali sia il liquame che il letame. In questa relazione vengono delineate le regole giuridiche di settore, alla luce delle diverse ed antitetiche interpretazioni e considerate comunque le prassi consuetudinarie. Un DVD utile per le aziende che operano nel settore, per gli uffici amministrativi competenti, per i tecnici ARPA e per le forze di polizia statali e locali che sono impegnate nel campo ambientale. (è inoltre disponibile il DVD sul tema sinergico della disciplina giuridica della fertirrigazione).
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    € 16,00
  2. IL CONCETTO DI SCARICO: LA DEFINIZIONE NORMATIVA. ANALISI E COMMENTO

    IL CONCETTO DI SCARICO: LA DEFINIZIONE NORMATIVA. ANALISI E COMMENTO

    Videorelazione con supporto di diapositive a cura del Dott. Maurizio Santoloci

    Il concetto di scarico nel contesto della disciplina della parte terza del D.Lgs n. 152/06 è spesso oggetto di equivoci interpretativi ed applicativi. A volte infatti si confonde la percezione dello scarico così come recepito nella nostra terminologia comune quotidiana con il principio formale dello "scarico" previsto dalla norma. Sono due realtà ben diverse. Così, come spesso diciamo "il vigile urbano mi ha fatto la multa per divieto di sosta" (mentre la multa è una sanzione penale che sono un giudice penale può irrogare), spesso affermiamo che "l’autospurgo scarica i liquami in un depuratore" (mentre in realtà l’autospurgo non scarica, ma riversa e smaltisce). Ed ancora nel linguaggio comune affermiamo a volte che "l’azienda scarica i liquami in una vasca", mentre nella vasca si opera un deposito temporaneo o uno stoccaggio di rifiuti liquidi e non certo uno scarico di acque reflue. Nasce così lo "scaricozzo", un ibrido tra concetto di scarico e concetto di rifiuto liquido (aziendale e domestico) che genera confusioni nella individuazione del concetto esatto di "scarico" che è solo quello che deriva dal dato normativo e non dalle prassi di uso comune. Questa videorelazione parte appunto da una stretta ed attenta lettura (parola per parola) del dato normativo della definizione formale ed ufficiale di "scarico" così come delineato dalla parte terza del D.Lgs n. 152/06 e traccia una serie di riflessioni ed approfondimenti di commento punto per punto proprio sulla esatta disciplina giuridica connessa anche in relazione alle diversità formali e sostanziali rispetto ai rifiuti liquidi (aziendali e domestici) i quali spesso vengono impropriamente confusi con lo "scarico" in senso stretto. Una riflessione articolata utile per i titolari di aziende, per i tecnici della pubblica amministrazione e per gli organi di polizia e controllo. In questo DVD che rappresenta la prima parte di una serie di videorelazioni sul tema si affronta specificamente il concetto specifico di "scarico"; mentre in altri DVD si continua l’esame del concetto generale e si affrontano temi collaterali come le diverse tipologie di scarico, i corpi ricettori, il divieto di diluizione, i problemi connessi alla assimilabilità alle acque reflue domestiche di alcuni scarichi aziendali ed i sistemi sanzionatori previsti dalla parte terza del D.Lgs n. 152/06 in relazione ai "reati satelliti" delineati dalla giurisprudenza. Un pacchetto di tre DVD strettamente sinergici seppur funzionalmente divisi in temi specifici ed autonomi.
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    € 18,00
  3. La delega interna aziendale con riflessi sulla responsabilità penale in materia ambientale

    La delega interna aziendale con riflessi sulla responsabilità penale in materia ambientale

    Una videolezione a cura del Dott. Maurizio Santoloci



    La responsabilità penale all'interno dell'azienda in caso di violazione della normative ambientali ha subito a livello di principio in questi ultimi anni una profonda e per certi versi inaspettata evoluzione da parte della giurisprudenza della Corte di Cassazione. Il il tema non è secondario, giacché attiene a livello pratico e concreto alle situazioni di imputabilità personale con conseguenze sul piano penale del titolare della ditta e sui soggetti da esso delegati. La materia non è affatto regolata da nessuna legge di settore, in particolare dalle normative sull'inquinamento idrico e sui rifiuti. In un contesto di generale carenza normativa specifica, per forza di cose si deve ricorrere a quell'istituto giuridico costituito dall'elaborazione giurisprudenziale in particolare della Cassazione. La relazione, dunque, affronta il quadro giuridico attuale delineato dalla nutrita serie di pronunce della giurisprudenza che incide profondamente sia sulle procedure di controllo da un lato che sulle posizioni dei singoli soggetti aziendali di vertice e delegati interessati.
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    € 16,00
  4. La polizia giudiziaria ambientale deve studiare ed applicare la giurisprudenza?

    La polizia giudiziaria ambientale deve studiare ed applicare la giurisprudenza?

    Videorelazione a cura del
    Dott. Maurizio Santoloci (febbraio 2014)



    Lo studio delle sentenze della Corte di Cassazione, ma anche dei Tribunali e delle Corti di Appello, nel settore penale è stato in passato considerato un impegno riservato a giudici ed avvocati e - comunque - a studiosi del diritto. Di fatto, la polizia giudiziaria ha sempre ritenuto la giurisprudenza (di legittimità e di merito) estranea ai propri profili di esame e di applicazione in sede di indagine, anche in coerenza con arcaiche concezioni scolastiche (maturate sotto la vigenza del pregresso codice di procedura penale) in base alle quali la PG sembrava solo dover "riferire i fatti" al PM in modo asettico e schematico nel vecchio "rapporto di polizia". Oggi la PG è chiamata a redigere invece una "comunicazione di notizia di reato", che è cosa ben diversa dal precedente "rapporto", ed è inserita in un modello processuale e sostanziale in continua evoluzione, entro il quale anche il ruolo del singolo operatore di PG non è più limitato alla vecchia formula "confermo gli atti a mia firma" ma è primario ed attivo nel contraddittorio dibattimentale ove si forma - al contrario di ieri - la prova. Quindi, in linea generale è oggi necessario un ruolo della polizia generale più moderno, flessibile, che ragioni anche sui dati e "prenda posizione" in particolar modo su materie e fatti spesso non standardizzabili o da relegare in schemi da prontuario. Il settore - poi - dei reati ambientali, a danno della salute pubblica ed a danno degli animali risente ancora maggiormente di evoluzioni impensabili in passato, atteso che di fatto oggi in questi tre campi giuridici la stratificazione di norme spesso non coordinate e vuoti normativi non rari hanno determinato in questi ultimi anni un intervento della giurisprudenza molto esteso, soprattutto con funzioni integrative e supplenti rispetto ai dati normativi. In particolare la Cassazione penale ha spesso creato di fatto nuovi principi giuridici che sono diritto vivente applicato quotidianamente nelle sedi giudiziarie. Si pensi - per citare solo due esempi - alla delega interna aziendale di rilevanza penale (che ha profondi riflessi anche procedurali nelle materie di inquinamento idrico e da rifiuti) ed ai reati del codice penale applicati ai grandi inquinamenti (che sono la base dei maggiori processi nel settore). Dunque, ignorare o sottovalutare questi dati giurisprudenziali da parte della polizia giudiziaria nei tre campi in esame significa spesso restare estranei alla realtà del diritto reale. Ed è proprio questo il tema della presente videorelazione del Dott. Maurizio Santoloci.
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    € 14,00
  5. TIPOLOGIE DI SCARICO E CORPI RICETTORI NEL CONTESTO DELLA DISCIPLINA DELLA PARTE TERZA DEL D.Lgs 152/06 ANALISI E COMMENTO

    TIPOLOGIE DI SCARICO E CORPI RICETTORI NEL CONTESTO DELLA DISCIPLINA DELLA PARTE TERZA DEL D.Lgs 152/06 ANALISI E COMMENTO

    Videorelazione con supporto di diapositive a cura del Dott. Maurizio Santoloci


    Nel precedente DVD "IL CONCETTO DI SCARICO: LA DEFINIZIONE NORMATIVA. ANALISI E COMMENTO" (presente separatamente nel nostro Shop on Line) il relatore, partendo dal presupposto che il concetto di scarico nel contesto della disciplina della parte terza del D.Lgs n. 152/06 è spesso oggetto di equivoci interpretativi ed applicativi, ha tracciato una stretta ed attenta lettura (parola per parola) del dato normativo della definizione formale ed ufficiale di "scarico" così come delineato dalla parte terza del D.Lgs n. 152/06 ed ha tracciato una serie di riflessioni ed approfondimenti di commento punto per punto proprio sulla esatta disciplina giuridica connessa anche in relazione alle diversità formali e sostanziali rispetto ai rifiuti liquidi (aziendali e domestici) i quali spesso vengono impropriamente confusi con lo "scarico" in senso stretto. In questo secondo DVD "TIPOLOGIE DI SCARICO E CORPI RICETTORI NEL CONTESTO DELLA DISCIPLINA DELLA PARTE TERZA DEL D.Lgs 152/06 ANALISI E COMMENTO" il relatore continua l’esame del concetto generale di "scarico" ed affronta temi collaterali come le diverse tipologie di scarico, i corpi ricettori, il divieto di diluizione, i problemi connessi alla assimilabilità alle acque reflue domestiche di alcuni scarichi aziendali ed altre tematiche specifiche che costituiscono in via parallela aspetti essenziali e collaterali per giungere ad una corretta e complessiva percezione approfondita del concetto di "scarico" in ogni sua componente funzionale a livello giuridico. Particolare rilievo è presente in questa videorelazione è riservato al tema della diversità delle tipologie di scarico, con un esame dei principi connessi alle acque reflue domestiche ed industriali ed al sinergico concetto delle acque reflue assimilabili alle domestiche, anche con un interessante accenno di approfondimento rispetto alla nuova disciplina degli scarichi da allevamenti zootecnici. Sempre presente il parallelo con i rifiuti liquidi previsti dalla parte quarta del T.U. Ambientale. Una riflessione articolata utile per i titolari di aziende, per i tecnici della pubblica amministrazione e per gli organi di polizia e controllo. In questo DVD che rappresenta la seconda parte di una serie di videorelazioni sul tema si affrontano dunque questi temi specifici, mentre in una terza videorelazione si delinea una riflessione sui sistemi sanzionatori previsti dalla parte terza del D.Lgs n. 152/06 in relazione ai "reati satelliti" delineati dalla giurisprudenza. Un pacchetto di tre DVD strettamente sinergici seppur funzionalmente divisi in temi specifici ed autonomi.
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    € 18,00
  6. Le fotografie: prova importante nei reati ambientali, a danno della salute pubblica ed a danno degli animali

    Le fotografie: prova importante nei reati ambientali, a danno della salute pubblica ed a danno degli animali

    Videorelazione a cura del
    Dott. Maurizio Santoloci (febbraio 2014)



    Le fotografie sono una prova importante da assicurare durante le indagini per i reati ambientali, a danno della salute pubblica ed a danno degli animali. Paradossalmente, si tratta di un elemento probatorio non espressamente previsto nel Codice di Procedura Penale mentre la genesi e la successiva disciplina sono da ricercarsi nella giurisprudenza. Tema di questa videorelazione del Dott. Maurizio Santoloci è – dunque – la validità e l’importanza delle foto nel contesto dei procedimenti penali per le tre tipologie di reati sopra citate, anche in relazione al carattere di irripetibilità dei relativi atti.
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    € 14,00
  7. Il divieto di lettura degli atti per la polizia giudiziaria in sede processuale

    Il divieto di lettura degli atti per la polizia giudiziaria in sede processuale

    Videorelazione a cura del
    Dott. Maurizio Santoloci (febbraio 2014)



    Il divieto di lettura degli atti redatti dalla PG per un operatore di polizia giudiziaria (principio desunto dall’art. 514/2° comma Codice Procedurale Penale), in relazione alla modesta deroga di cui all’art. 499/5° comma medesimo codice, è da tempo oggetto di equivoci interpretativi ed applicativi da parte di molti agenti ed ufficiali appartenenti alle forze di polizia statali e locali.
    Molti ritengono questo principio incomprensibile e particolarmente vessatorio verso gli operatori di PG, anche e soprattutto perché in vigenza del pregresso codice di rito – invece - non solo il ruolo del teste di polizia era spesso limitato alla formula “confermo gli atti a mia firma”, ma comunque la lettura di tutti gli atti redatti dallo stesso teste era la regola ordinaria.
    Il vigente Codice di Procedurale Penale capovolge invece il sistema, ed in realtà questa norma – che a prima vista può apparire incomprensibile ed inapplicabile – è uno degli aspetti più rilevanti nel sistema di coerenza logico-procedurale del codice attuale, soprattutto nel contesto del principio basilare che vuole la formazione della prova in dibattimento e – dunque – nel contraddittorio delle parti.
    Per i reati ambientali, a danno della salute pubblica ed a danno degli animali il rispetto di tale aspetto procedurale appare essenziale al pari di ogni altra tipologia di reato.
    In questa videorelazione il Dott. Maurizio Santoloci affronta questo tema specifico, dalla genesi alla pratica applicazione per cercare di illustrare lo scopo, il contenuto e le metodologie di rispetto del principio in esame, superando prassi e consuetudini di pensiero e di applicazione ormai da abbandonare.
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  8. Rifiuti liquidi in movimento: la disciplina giuridica degli autospurgo e delle illegalita' su strada

    Rifiuti liquidi in movimento: la disciplina giuridica degli autospurgo e delle illegalita' su strada

    Videolezione con supporto di diapositive
    A cura del Dott. Maurizio Santoloci
    Magistrato

    Un DVD su un argomento di interesse per le forze di polizia statali e locali, gli organi amministrativi e le aziende di settore

    Crimini ambientali in movimento. Una videolezione con supporto di diapositive sulle regole giuridiche in materia di rifiuti liquidi industriali e domestici che vengono prelevati dagli autospurgo. Un esame delle varie tipologie di illegalità che si possono riscontrare su strada e nei siti di destinazione, con un approfondimento delle regole generali di base su questo tipo di trasporto e sulla disciplina dei liquami, dei veicoli utilizzati e degli impianti finali di trattamento. Le esatte definizioni giuridiche, i documenti necessari, le destinazioni legali ed illegali, gli "smaltimenti in bianco" durante i percorsi. Da dove vengono gli autospurgo? Qual'è la natura giuridica dei liquami trasportati? Verso quali siti finali si possono dirigere? Un auto spurgo "scarica" o "smaltisce" i liquami? Quali sono le prassi seguite dagli auto spurgo illegali senza iscrizione all'Albo e/o senza formulario? Maurizio Santoloci (magistrato e già membro della Commissione ministeriale per le revisione del T.U. ambientale) sviluppa in questo DVD un percorso ragionato, tracciando alcune procedure interpretative per giungere ad una pratica ed agevole lettura di questi articolati concetti.
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    € 16,00
  9. ABBANDONO E DEPOSITO INCONTROLLATO DI RIFIUTI: aspetti sanzionatori e responsabilità soggettive

    ABBANDONO E DEPOSITO INCONTROLLATO DI RIFIUTI: aspetti sanzionatori e responsabilità soggettive

    L'abbandono ed il deposito incontrollato di rifiuti appare a prima vista un argomento minore e forse anche scontato nell'ambito della disciplina della parte quarta del D.Lgs n. 152/06. Invece è un tema oggetto permanente da anni di dibattiti, malintesi interpretativi ed applicativi e diffusissimi contenziosi amministrativi e penali. La relazione delinea un quadro dei vari principi, tracciando anche un parallelo con altre figure giuridiche "omonime" in materia di deposito come il deposito temporaneo ed il deposito preliminare ed i relativi sistemi sanzionatori. Si sofferma sulle ordinanze comunali di rimozione e rimessione in pristino e sui relativi aspetti di accertamenti preliminari soggettivi. Traccia un utile confine tra il riversamento di rifiuti solidi e rifiuti liquidi, chiarendo equivoci sulla confusione con lo scarico abusivo. Affronta il tema della responsabilità soggettive personali a livello amministrativo e penale e la diversificazione dei sistemi sanzionatori. Una relazione di interesse trasversale per i tecnici ARPA, e per tutti coloro che operano nel settore dei rifiuti e per gli organi di controllo ed amministrativi deputati alla vigilanza.

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    € 16,00
  10. Il D.Lgs n. 121/2011 di recepimento della Direttiva 2008/99/CE ha veramente attivato un'efficace tutela penale dell'ambiente nel nostro ordinamento giuridico?

    Il D.Lgs n. 121/2011 di recepimento della Direttiva 2008/99/CE ha veramente attivato un'efficace tutela penale dell'ambiente nel nostro ordinamento giuridico?

    Videorelazione a cura del Dott. Maurizio Santoloci (febbraio 2014)



    Il sistema di tutela penale nel nostro ordinamento giuridico in campo ambientale - da sempre - manifesta una cronica carenza di specifici ed importanti reati (soprattutto delitti) per prevenire e reprimere i crimini dilaganti nel settore - oggi quasi sistematicamente peraltro al confine diretto con i reati a danno della salute pubblica - e comunque ogni altra illegalità diffusa a diversi livelli. Da molti anni si presentano progetti a livello politico per approvare un pacchetto di delitti ambientali, ma poi di fatto nessuna innovazione in tal senso viene varata e le sanzioni di settore restano immutate (reati contravvenzionali, pochissimi delitti e molto frequentemente addirittura sanzioni amministrative). L'ultima grande occasione per far evolvere questa situazione è stata offerta dal recepimento della Direttiva 2008/99/CE che prevedeva la necessità per gli Stati membri di attivare sanzioni penali efficaci, proporzionate e dissuasive. Molti hanno sostenuto che in seguito a tale recepimento, attuato con il D.Lgs n.121/2011, finalmente sono entrati in vigore nel nostro Paese importanti reati ambientali. In questa videorelazione il Dott. Maurizio Santoloci esamina gli aspetti sostanziali delle norme derivanti dal D.Lgs n.121/2011 in relazione ai temi proposti dalla Direttiva, chiedendosi se realmente è stata dunque attivata una reale ed efficace novità per la tutela dell'ambiente a livello giuridico. Una analisi significativa e concreta, priva di ogni contorno astratto e filosofico, dello stato generale del sistema di tutela penale ambientale nel nostro ordinamento giuridico.
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    € 14,00
  11. Il confine tra scarico e rifiuto liquido nel t.u. ambientale revisionato: Vasche aziendali e pozzi neri privati, gli autospurgo, il trasporto dei liquami, la disciplina dei depuratori comunali che ricevono rifiuti liquidi domestici ed aziendali tra prassi e regole

    Il confine tra scarico e rifiuto liquido nel t.u. ambientale revisionato: Vasche aziendali e pozzi neri privati, gli autospurgo, il trasporto dei liquami, la disciplina dei depuratori comunali che ricevono rifiuti liquidi domestici ed aziendali tra prassi e regole

    Videolezione con supporto di diapositive

    A cura del Dott. Maurizio Santoloci
    Magistrato

    Un DVD su un argomento di interesse per aziende, organi amministrativi ed operatori di vigilanza



    Parte terza e parte quarta del T.U. ambientale: il confine tra scarico di acque reflue e rifiuto liquido. Un argomento di rilevante importanza per tutti: aziende e privati, organi amministrativi deputati ai regimi autorizzatori, tecnici ARPA ed organi di polizia e vigilanza. Un tema fonte molto spesso di equivoci interpretativi derivanti da prassi storiche basate su principi di fatto non di rado privi di ogni fondamento giuridico. La videolezione - arricchita con il supporto di diapositive illustrative - affronta il tema base della rispettive discipline incrociate nelle due diverse parti del T.U ambientale, approfondisce il regime giuridico delle vasche aziendali e dei liquami domestici raccolti n pozzi neri, affronta il complesso tema degli autospurgo e del connesso trasporto dei rifiuti liquidi sia aziendali che domestici, fino a tracciare un quadro delle regole inerenti gli impianti di trattamento dei rifiuti liquidi in generale ed in particolare la disciplina dei depuratori comunali nel momento in cui ricevono il riversamento di liquami (rifiuti liquidi di acque reflue) in regime di deroga espressa o automatica, fino all'inquadramento delle illegalità diffuse in questo delicato settore.
    Maurizio Santoloci (magistrato e membro della Commissione ministeriale per le revisione del T.U. ambientale) sviluppa in questo DVD un percorso ragionato, tracciando alcune procedure interpretative per giungere ad una pratica ed agevole lettura di questi articolati concetti.
    Un momento di decodificazione semplificata delle nuove regole dopo la revisione del T.U. per fornire utili spunti applicativi a controllori e controllati.

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    € 16,00
  12. Il codice cosi' fan tutti Rifiuti: depositi temporanei, stoccaggi, accumuli & dintorni tra prassi e regole

    Il codice cosi' fan tutti Rifiuti: depositi temporanei, stoccaggi, accumuli & dintorni tra prassi e regole

    Qualche regola interpretativa per controllori e controllati

    Relatore: Dott. Maurizio Santoloci
    Magistrato

    ("Il Codice Così fan tutti" è un marchio ideato da "Diritto all'ambiente - Corsi & Formazione" e registrato con il n. TR/2008C000066 presso la Camera di Commercio di Terni da "Diritto all'Ambiente" e tutelato dalla legge sulla protezione dei marchi e del copyright anche in sede penale )



    Che cosa è "Il Codice Così fan tutti..."? E' un codice virtuale, non scritto, basato su una incrostazione di prassi ed errate applicazioni delle norme ambientali che si sono stratificate nel tempo e sono diventate di uso comune a tal punto da essere ormai considerate leggi e regole ufficiali. Si è persa la nozione dei principi del vero codice ambientale e le prassi hanno preso il sopravvento sulle regole.
    Tutti si sono convinti che si deve fare così. In realtà - poi - non è scritto da nessuna parte ma- dato che "così fan tutti" - queste regole alternative e virtuali sono ormai accettate e condivise non solo dagli operatori di settore ma anche da molti funzionari della pubblica amministrazione e perfino da alcuni organi di polizia e di vigilanza amministrativa.
    Non solo. Ma su questo "codice" poi si sviluppano dottrine, interpretazioni e "giurisprudenza"; tutto basato sul... nulla! E cioè sulle prassi che diventano leggi di fatto e su eccezioni che diventano regole.
    Il settore dei depositi temporanei, stoccaggi, accumuli e trasporti connessi sono il primo vero ed vasto capitolo di questo "codice". Infatti in questo campo si sono sviluppati in un decennio una serie incredibile di prassi applicative totalmente diverse dal dettato e dallo spirito della norma ufficiale a tal punto da ingenerare in molti giovani operatori la convinzione che le deroghe sono le regole e viceversa... Questo crea distonie profonde nella applicazione delle leggi vere ed ufficiali e - soprattutto - da un lato causa errori in buona fede da parte delle aziende e dall'altro agevola le azioni criminali che si basano troppo spesso sui principali teoremi del "Codice Così fan tutti".
    "Diritto all'ambiente" si ripropone di affrontare i singoli temi soggetti a questa illegale sistematica interpretazione applicativa per contribuire a garantire la chiarezza e la legalità nel campo del diritto ambientale.
    Maurizio Santoloci (magistrato e già membro della Commissione ministeriale per le revisione del T.U. ambientale) sviluppa in questo DVD un percorso ragionato, tracciando alcune procedure interpretative per giungere ad una pratica ed agevole lettura di questi articolati concetti in materia di depositi temporanei, staccagli, accumuli vari e trasporti collegati.
    Un momento di decodificazione semplificata delle nuove regole dopo la revisione del T.U. per fornire utili spunti applicativi a controllori e controllati. Per chiarire alcune false applicazioni del "Codice Così fan tutti".
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    € 16,00
  13. LA DISCARICA ABUSIVA

    LA DISCARICA ABUSIVA

    Videorelazione con supporto di diapositive a cura del Dott. Maurizio Santoloci



    Il concetto di discarica abusiva non è previsto espressamente dalla parte quarta del D.Lgs n. 152/06 nè da leggi speciali. Il T.U. Ambientale prevede la sanzione per tale fattispecie ma non delinea i parametri per individuare una discarica illegale e distinguerla da altri accumuli di rifiuti realizzati in violazione di legge. Consegue che la qualificazione giuridica sostanziale delle discariche abusive sul territorio nazionale va ricercata nella giurisprudenza ed in particolare nella elaborazione storica della Cassazione. La relazione ripercorre dunque l'evoluzione del concetto in questione nel corso delle varie pronunce ed interpretazioni connesse, soffermandosi anche su aspetti specifici e particolari della disciplina sanzionatoria connessa con un riflesso di interesse diretto per tutti gli operatori di polizia ambientale, i tecnici ARPA e gli organi amministrativi competenti nel settore.
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    € 13,00
  14. LA FERTIRRIGAZIONE: l'utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento tra prassi (illegali) e regole formali

    LA FERTIRRIGAZIONE: l'utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento tra prassi (illegali) e regole formali

    Videorelazione con supporto di diapositive a cura del Dott. Maurizio Santoloci



    La disciplina giuridica della c.d. "fertirrigazione" è da sempre oggetto di dibattiti sulla esatta qualificazione formale delle relative procedure. Decenni di interpretazioni inesatte e fuorvianti hanno creato una serie di prassi diffuse, basate spesso su principi senza alcun collegamento con il dato legislativo, che per molti sono ormai principi giuridici ufficiali. Gli equivoci a catena partono da malintesi derivanti dal delicato confine tra scarico e rifiuto liquido e si estendono poi a considerazioni altrettanto irrituali sulla natura e qualificazione giuridica dei liquami aziendali zootecnici fino a ritenere esistente una improbabile deregulation generale nel settore. In questa relazione di un'ora e venti minuti Maurizio Santoloci, con il supporto di diverse diapositive, affronta tutto il tema in modo dettagliato attraverso un percorso ragionato che parte dalla disciplina di cerniera tra parte terza e parte quarta del D.Lgs n. 152/06 fino ad arrivare alle regole formali specifiche per la utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento ed a relativi sistemi sanzionatori a diversi livelli. Un DVD utile per le aziende che operano nel settore, per gli uffici amministrativi competenti, per i tecnici ARPA
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    € 18,00
  15. ILLECITI AMBIENTALI IN BIANCO Gli atti amministrativi illegittimi delle pubbliche amministrazioni

    ILLECITI AMBIENTALI IN BIANCO Gli atti amministrativi illegittimi delle pubbliche amministrazioni

    Videolezione con supporto di diapositive

    A cura del Dott. Maurizio Santoloci
    Magistrato

    Cosa può fare un organo di PG, un'associazione ambientalista e animalista o un privato cittadino



    Gli "Illeciti ambientali in bianco" sono un settore particolare, poco conosciuto ed affatto affrontato in sede editoriale e seminariale; eppure rappresenta una materia importante, che coinvolge in modo diretto e profondo diversi settori cardine della disciplina della tutela giuridica ambientale del nostro paese.? Infatti in molti casi le violazioni di legge non sono poste in essere da soggetti privati che violano la normativa per perseguire la loro finalità, ma in modo incredibile e paradossale le violazioni di legge sono contenute in alcuni atti amministrativi che poi - a loro volta - autorizzano i privati e le società ad attuare comportamenti e realizzare opere che in se stesse sono in palese violazione di legge.? Un paradosso apparentemente assurdo. Che non dovrebbe esistere. Ma che nella realtà delle cose concrete esiste, ed è piuttosto diffuso. Si tratta di una vera e propria nuova disciplina, da molti sconosciuta o sottovalutata, per lo più sviluppata nel campo dell'edilizia e dei vincoli paesaggistici ambientali, ma ormai emergente anche nel settore delle acque e dei rifiuti; una realtà che sta determinando e causando una latente - seppur silenziosa - elevatissima statistica di opere ed attività realizzate in palese violazione di legge, ma nel contempo apparentemente intoccabile in quanto coperta ed avallata da atti amministrativi in se stessi illegittimi in quanto a loro volta emanati in violazione di legge.? Vale la pena dunque affrontare questa materia in modo organico, per fare il punto sulla situazione, e per offrire sia ai privati cittadini e alle associazioni ambientaliste ed animaliste da un lato, sia agli organi di polizia giudiziaria deputati ai controlli sul territorio e materia ambientale dall'altro, validi e chiari strumenti giuridici per affrontare - anche e soprattutto in sede penale - questo emergente e pericoloso fenomeno.

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    € 16,00
  16. ABUSI EDILIZI Sequestri di iniziativa della polizia giudiziaria e demolizioni coattive penali

    ABUSI EDILIZI Sequestri di iniziativa della polizia giudiziaria e demolizioni coattive penali

    Videolezione con supporto di diapositive

    A cura del Dott. Maurizio Santoloci Magistrato

    Un DVD su un argomento di interesse per le forze di polizia statali e locali, gli organi amministrativi, tutti coloro che studiano il diritto ambientale



    Abusi edilizi, sequestri demolizioni. Un tema di stretta attualità. Gran parte degli eventi di dissesto idrogeologico e dei conseguenti drammi sono originati dallo stravolgimento del territorio devastato dalle illegalità di ogni tipo che hanno gettato cemento su ogni area anche di protezione e vincolo. Le montagne prive di ogni freno naturale franano ed i fiumi escono fuori dagli argini che non ci sono più. L'abusivismo ha costruito dappertutto in modo sfacciato e dilagante. Bloccare le illegalità in materia edilizia e vincolistica è oggi un dovere non solo giuridico ma anche sociale ed economico. Gli strumenti ci sono. Sia in sede amministrativa, che in sede penale. Le norme sono chiare ed efficaci. Le regole previste dalle norme di settore e dal codice di procedura penale sono potenzialmente idonee e sufficienti per bloccare ogni forma di futuro abuso edilizio. Soltanto una diffusa disinformazione può sostenere che non ci sono buoni mezzi giuridici e procedurali per affrontare il fenomeno. In questo DVD l'autore, impegnato da circa 25 anni contro ogni forma di ruspa selvaggia, delinea con chiarezza e termini pratici sia il quadro delle poteri/doveri delle pubbliche amministrazioni previsti dalle leggi di settore, sia il sistema di intervento della polizia giudiziaria di iniziativa e della magistratura. Sequestri e demolizioni coattive vengono illustrati a livello procedurale con chiarezza sia con riguardo agli aspetti amministrativi che - soprattutto - in riferimento a quelli penali. Le due procedure sono parallele e sinergiche, e perfettamente attuabili allo stato attuale senza necessità di modifiche normative. La giurisprudenza della Cassazione, ampiamente citata nella relazione, integra le procedure di legge e fornisce innovativi poteri alla magistratura ed alla polizia giudiziaria. Fino alla gestione diretta delle demolizioni, attese le inerzie delle amministrazioni comunali. Un DVD, dunque, attuale, dinamico, che tratta cose reali e quotidiane. Poteri e doveri, regole e procedure, strumenti e principi pratici senza divagazioni teoriche. Sequestri e demolizioni sono giuridicamente possibili. Soprattutto in sede penale. La relazione illustra come e perchè.

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    € 16,00
  17. Quale organo di polizia  giudiziaria è competente  per i reati a danno  degli animali? La competenza trasversale obbligatoria  della  polizia  giudiziaria  nella  repressione dei reati  a  danno degli animali Edizione OTTOBRE 2015

    Quale organo di polizia giudiziaria è competente per i reati a danno degli animali? La competenza trasversale obbligatoria della polizia giudiziaria nella repressione dei reati a danno degli animali Edizione OTTOBRE 2015

    Il titolo primario del presente DVD pone una domanda che deriva dal fatto che alcuni organi di polizia giudiziaria si ritengono "incompetenti" per intervenire in materia di reati a danno degli animali, nella convinzione che tali reati sono di competenza solo di alcuni organi di polizia specializzati. Accade a volte che su richiesta di intervento di una associazione animalista o di un privato cittadino in flagranza di un reato di maltrattamento, l’operatore di PG al quale si sta telefonando rifiuta l’intervento sul presupposto della “incompetenza” della propria forza di polizia e consiglia di rivolgersi ad altro organo di PG.
    In questa videorelazione si espongono – invece – tutti i motivi in punto di diritto (soprattutto in relazione al codice di procedura penale) in base al quale i reati a danno degli animali sono, al pari di tutti gli altri reati inerenti ogni altro settore, di competenza generica di tutta la polizia giudiziaria.
    Non esiste, quindi, alcuna competen za selettiva specifica che determini una esclusività operativa di un organo di P.G. verso questi reati o addirittura verso alcuni di questi reati. La riserva è inesistente a livello attivo e passivo; in altre parole, nessun organo di P.G. può essere consi derato competente in via esclusiva per alcuni reati ambientali (con esclusione di altri organi) né, al contrario, nessun organo di polizia può ritenersi esonerato parzialmente o totalmente dalla competenza verso questi reati (con rinvio ad altri organi).
    Indubbiamente esiste una specializzazione di fatto che fa sì che alcuni organi siano istituzionalmente preposti e preparati in particolare verso determinate tipologie di illeciti, ma questo non esime gli stessi organi dalla competenza verso gli altri reati ed in particolare, per quanto attiene al settore in esame, non li esime dal potere/dovere di intervento verso illeciti di diversa tipologia nel campo della tutela giuridica degli animali.
    Viene esaminato anche il D.M. 23 marzo 2007, che da alcuni viene richiamato per sostenere queste presunte "incompetenze", mentre il relatore dimostra in questo video che tale decreto non sortisce certo l’effetto di concedere solo ad alcuni organi di polizia la competenza esclusiva per i reati di settore, esonerando gli altri organi di polizia dalla medesima competenza.
    Si esamina - inoltre - il disposto del secondo comma dell’art. 40 del Codice Penale in relazione al dovere di tutta la polizia giudiziaria di impedire che tutti i reati in flagranza (compresi quelli a danno degli animali) vengano portati ad ulteriori conseguenze, e l’obbligo di legge per ogni organo PG di riferire alla Guardia di Finanza ogni reato che comporti anche una violazione fiscale e tributaria (tema importante – ad esempio – per i reati connessi al traffico di cuccioli).
    Il linguaggio della videorelazione è semplice, seppur ricco di specifici spunti tecnici supportati da diapositive, per offrire una chiarezza di esposizione non solo per gli operatori del settore, ma anche per le guardie volontarie, g li attivisti delle associazioni e tutti i “non addetti ai lavori” non esperti nel campo del diritto.

    Videorelazione a cura del Dott. Maurizio Santoloci
    con supporto di diapositive
    (Circa 30 minuti di relazione)
    Per saperne di più
    € 15,00
  18. L’estensione della responsabilità delle aziende ai reati nel campo ambientale D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231 come modificato dal  D.Lgs. 7 luglio 2011, n. 121 EDIZIONE ottobre 2015

    L’estensione della responsabilità delle aziende ai reati nel campo ambientale D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231 come modificato dal D.Lgs. 7 luglio 2011, n. 121 EDIZIONE ottobre 2015

    Il D.Lgs n. 121/2011 ha creato una innovazione “storica” nel nostro sistema giuridico/ambientale prevedendo per la prima volta una responsabilità diretta delle aziende in relazione ai reati ambientali commessi da soggetti apicali o dipendenti all’interno della stessa struttura aziendale. Le sanzioni sono spesso rilevanti per l’azienda e concorrono con le sanzioni penali delle persone fisiche. Cambia dunque radicalmente da un lato la posizione degli enti e delle società in relazione agli illeciti ambientali, con la necessità ormai inderogabile di attivare modelli idonei ad evitare la “colpa di organizzazione” e, dall’altro lato, cambia profondamente l’approccio della polizia giudiziaria nell’accertamento dei reati ambientali nei contesti aziendali atteso che oggi è necessario redigere una comunicazioni di notizia di reato “bisafica” che esponga anche tale posizione nei minimi dettagli. Il DVD affronta concetti, limiti e punti critici applicativi in relazione alle regole di base dettate dal D.Lgs n. 231/01 sulla responsabilità amministrativa degli enti. Si risponde all’interrogativo: ma davvero una azienda può essere responsabile penalmente per la commissione di reati ambientali? Si illustra quando e come si configura la responsabilità dell’azienda in materia di ambiente a norma del D.Lgs n. 231/2001. Si espongono gli aspetti della responsabilità amministrativa dell’azienda e la responsabilità penale della persona fisica che ha commesso il reato: due posizioni autonome. Si delinea la responsabilità dell’azienda per i reati commessi da soggetti in posizione apicale e dei soggetti in posizione subordinata. Vengono illustrati i “reati presupposto” che determinano la insorgenza della responsabilità dell’azienda come persona giuridica: concetto essenziale per la disciplina delle nuove regole di sanzioni a carico degli enti. Nel chiarire quando viene meno la responsabilità dell’azienda, ci si chiede se è sufficiente per una azienda dotarsi di una certificazione ambientale per esimersi da qualsiasi responsabilità? Si affronta il tema dei modelli organizzativi dell’azienda: l’evoluzione della responsabilità penale all’interno dell’azienda; i modelli di organizzazione, di gestione e di controllo adottati dall’azienda per dimostrare la propria diligenza organizzativa a norma del D.Lgs. n. 231/2001. Il percorso di legalità preventivo dell’azienda per evitare la “colpa di organizzazione”. Si illustrano le sanzioni a carico dell’azienda: sanzioni pecuniarie e sanzioni interdittive. Chi è competente per irrogare tale sanzioni? Si illustra come cambia la struttura della comunicazione di notizia di reato per la polizia giudiziaria ambientale dopo il D.Lgs n. 121/2011: la necessità di notiziare il PM in modo specifico anche sulla responsabilità (o meno) dell’azienda rispetto ai reati commessi dai soggetti apicali o dipendenti. Il DVD è dunque finalizzato, con un taglio pratico, ad illustrare ai soggetti aziendali ed agli organi di controllo le grandi novità che – rispettivamente - li riguardano. Ma è anche un DVD utile per avvocati ed operatori del diritto a vario livello attese le rilevanti novità di principio oggi vigenti.

    Videorelazione a cura del Dott. Maurizio Santoloci

    con supporto di diapositive

    (Circa un’ora di relazione)

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    € 18,00
  19. La non punibilità per particolare tenuità del fatto D.Lgs. 16 marzo 2015, n. 28 (parte prima e seconda) Edizione OTTOBRE 2015

    La non punibilità per particolare tenuità del fatto D.Lgs. 16 marzo 2015, n. 28 (parte prima e seconda) Edizione OTTOBRE 2015

    Il Decreto Legislativo 16 marzo 2015 n. 28 introduce una rilevante novità, prevedendo la potenziale applicazione del principio di non punibilità per “tenuità dal fatto” per i reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore a cinque anni, laddove si verifichino tuttavia alcune condizioni specifiche. Le implicazioni e gli ambiti di applicazione della nuova norma riguardano la maggior parte dei reati ambientali, a danno della salute pubblica ed a danno degli animali. Si registrano interpretazioni fuorvianti che ritengono sussistere depenalizzazioni, decriminalizzazioni ed assoluzioni. In realtà non è affatto così. Ma comunque l’impatto sui tre settori sopra citati è rilevante. Si tratta di un pacchetto di profonde modifiche che interessano non solo magistrati ed avvocati, ma anche in primo tutta la polizia giudiziaria che è chiamata a profondi cambiamenti nella redazione degli atti, ad iniziare dalla struttura della comunicazione di notizia di reato. Il tema è di rilievo anche per le guardie volontarie delle associazioni ambientaliste ed animaliste in relazione alla loro attività ed agli atti formali connessi. Infine anche gli attivisti “non tecnici” delle associazioni devono tener conto di questa rilevante novità in tutte le azioni di denuncia e - comunque - di azione giuridica nel campo dei reati ambientali, a danno della salute pubblica ed a danno degli animali.

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  20. La non punibilità per particolare tenuità del fatto D.Lgs. 16 marzo 2015, n. 28 (parte seconda Riflessi  pratici  sulle  attività  ed  atti  della  polizia  giudiziaria) Edizione OTTOBRE 2015

    La non punibilità per particolare tenuità del fatto D.Lgs. 16 marzo 2015, n. 28 (parte seconda Riflessi pratici sulle attività ed atti della polizia giudiziaria) Edizione OTTOBRE 2015

    Il Decreto Legislativo 16 marzo 2015 n. 28 introduce una rilevante novità, prevedendo la potenziale applicazione del principio di non punibilità per “tenuità dal fatto” per i reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore a cinque anni, laddove si verifichino tuttavia alcune condizioni specifiche. Le implicazioni e gli ambiti di applicazione della nuova norma riguardano la maggior parte dei reati ambientali, a danno della salute pubblica ed a danno degli animali. Si registrano interpretazioni fuorvianti che ritengono sussistere depenalizzazioni, decriminalizzazioni ed assoluzioni. In realtà non è affatto così. Ma comunque l’impatto sui tre settori sopra citati è rilevante. Si tratta di un pacchetto di profonde modifiche che interessano non solo magistrati ed avvocati, ma anche in primo tutta la polizia giudiziaria che è chiamata a profondi cambiamenti nella redazione degli atti, ad iniziare dalla struttura della comunicazione di notizia di reato. Il tema è di rilievo anche per le guardie volontarie delle associazioni ambientaliste ed animaliste in relazione alla loro attività ed agli atti formali connessi. Infine anche gli attivisti “non tecnici” delle associazioni devono tener conto di questa rilevante novità in tutte le azioni di denuncia e - comunque - di azione giuridica nel campo dei reati ambientali, a danno della salute pubblica ed a danno degli animali.

    Edizione ottobre 2015 

    (Circa 30 minuti di relazione ogni DVD)

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